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Terapia Forestale

Terapia Forestale

Di cosa si tratta e a chi può essere utile?

La Terapia Forestale è una pratica di medicina preventiva che sta riscuotendo sempre maggiore interesse da parte della società, del mondo scientifico e delle organizzazioni pubbliche deputate alla salute collettiva, sia in ambito nazionale che internazionale. La pratica deriva dallo Shinrin-yoku (il “bagno nella foresta”) e nasce in Giappone dove dagli anni ’80 il Governo finanzia progetti di ricerca che studiano la possibilità di migliorare il benessere collettivo attraverso un più forte contatto con gli ambienti naturali.

I risultati degli studi effettuati sugli effetti dello Shinrin-yoku  sui parametri fisiologici, mostrano che gli ambienti forestali potrebbero abbassare le concentrazioni di cortisolo, abbassare la frequenza cardiaca, abbassare la pressione sanguigna, aumentare l’attività del nervo parasimpatico e diminuire quella del sistema simpatico (indici di un buon adattamento al contesto e abilità di regolazione emotiva, oltre che genericamente di rilassamento) rispetto alla frequentazione dell’ambiente urbano.

I risultati delle misurazioni fisiologiche suggeriscono che Shinrin-yoku può aiutare in modo efficace a rilassare il corpo umano e gli effetti psicologici delle aree forestali sono state correlate con le varie caratteristiche fisiche ed i fattori ambientali della foresta. Gli studi di Shinrin-yoku forniscono quindi già da decenni preziosi spunti sulla relazione tra foreste e salute umana.

Anche l’ONU nel 2020 ha riconosciuto la frequentazione di ambienti forestali come una “pratica di medicina preventiva“, per gli effetti ad ampio spettro che produce sulla salute mentale e fisica, riconoscendo questo come altro servizio ecosistemico offerto dal bosco, utile anche come attività per la ripresa sostenibile dalla pandemia da Covid-19. Gli effetti sulla salute mentale dei visitatori delle aree naturali protette sono stimati intorno all’8% del PIL mondiale (Buckley et al., 2019 – doi:10.1038/s41467-019-12631-6), come risparmi indotti sulla spesa sanitaria e assicurativa, contributo alla sicurezza e all’incremento della produttività.

Terapia forestale e sofferenza psicologica

La terapia forestale dunque, sembra agire su tutti quegli aspetti che sono influenzati dal ripristino di una buona regolazione emotiva, cioè la capacità di monitorare, valutare e modulare le proprie reazioni emotive, siano esse positive o negative (Gross J.J., 2007).
Si tratta di processi comportamentali e cognitivi che coordinano l’intensità, la durata e l’espressione delle emozioni, in risposta a stimoli provenienti dall’interno o dall’esterno, al fine di garantire un buon adattamento sociale e di favorire processi decisionali utili al benessere individuale e alla salute mentale (Gross J.J., 2007).

Come sappiamo, lo sviluppo delle capacità di regolazione emotiva è legato al tipo di interazione che, nei primi anni di vita, il bambino ha con chi si prende cura di lui, i suoi caregivers, le figure di attaccamento; da questi continui scambi affettivi, il bambino impara a riconoscere le emozioni e successivamente a regolarle…Ma a volte nella relazione di attaccamento qualcosa va storto, e la persona crescendo attraversa spesso stati di disregolazione emotiva, un costrutto multidimensionale che descrive l’incapacità dell’individuo di controllare o modulare gli stati emotivi (Gratz & Roemer, 2004), e rappresenta un fattore transdiagnostico per molte psicopatologie.

Ipotesi Biofilia

In pratica, nel corso della Terapia Forestale ovvero nell’immersione in foresta quando questa avviene in modo appropriato, viene ripristinata la capacità di regolazione emotiva per via della affiliazione, dell’empatia che naturalmente si produce nelle persone immerse in ambiente forestale.

Perchè si parla di terapia?
  • •È terapia quando l’intervento del prendersi cura o il trattamento porta alla cura di un disturbo specifico o al miglioramento del benessere e dell’adattamento generale.
  • •È terapia se sono note le significatività statistiche degli effetti, anche condizionate ai parametri territoriali, ambientali e personali
  • •È terapia se viene somministrata da personale clinico ( e cioè psicologi psicoterapeuti) in grado di fare interventi controllati e ripetibili all’interno di un paradigma scientifico ed eventualmente di affrontare criticità.

Quindi la Terapia Forestale può rivelarsi molto utile in tutti i casi di sofferenza psicologica che possono trarre giovamento da una migliorata regolazione emotiva:

Uso di sostanze

L’uso problematico di sostanze, incluso gli alcolici, può essere considerato una strategia di coping maladattivo che ha lo scopo di ridurre l’affettività negativa in assenza di strategie di regolazione delle emozioni più adeguate e che frequentemente co-occorre con una serie di altri disturbi psichiatrici, in particolare i disturbi dell’umore e dell’ansia che si è visto diminuiscono proporzionalmente all’emissione di BVOC, composti organici volatili biogenici, negli ambienti forestali, Donelli et al., (2023). Effects of Plant-Emitted Monoterpenes on AnxietySymptoms: A Propensity-MatchedObservationalCohort Study. International Journal of EnvironmentalResearch and Public Health, 20(4), 2773.

Eventi di vita avversi

ll trauma psicologico si sviluppa come conseguenza ad un evento di vita avverso che minaccia l’integrità fisica o psichica del soggetto che la subisce. Episodi particolarmente pesanti come l’essere stati vittime di violenze, aver vissuto in prima persona terremoti, alluvioni, incidenti o guerre possono generare un trauma psicologico. In genere i sintomi tipici di un trauma non elaborato sono la presenza di immagini o pensieri intrusivi relativi all’evento, uno stato di agitazione e ipervigilanza, comportamenti di evitamento, disturbi del sonno, sintomi depressivi e un generalizzato drastico calo della qualità di vita del soggetto. Tutti questi sintomi esprimono la difficoltà della persona di mantenere il proprio equilibrio all’interno della finestra di tolleranza, come definita da D.Siegel, 1999, con picchi di iper- e di ipo-attivazione.

Sviluppi traumatici

Essere esposti ad un trauma o abuso nel periodo dello sviluppo e in ambiente familiare, ha come effetto psicologico basilare quello di veder  dissolvere la propria purezza e integrità, producendo spesso senso di colpa e vergogna che entrano a far parte costitutiva della personalità in formazione. Il trauma in questo caso, oltre alle problematiche generalmente derivanti dai vissuti traumatici, crea anche una perdita di fiducia, mina alle basi il senso di “sicurezza” e di “prevedibilità”del mondo, portando l’individuo a pensare che non esista un luogo sicuro in cui rifugiarsi e favorendo un senso distorto di affiliazione sociale basato sulla paura e sulla rabbia e spesso al di fuori della legalità.

Stress

Nella nostra epoca concitata ed iperveloce, ognuno a diversi livelli è esposto agli effetti del multitasking, se non altro per la coesistenza nelle nostre giornate da diversi stimoli e attività che si sovrappongono…effetti che possono essere molteplici: dalla semplice stanchezza alla difficoltà di concentrazione fino ad un minor rendimento, allo scadimento qualitativo del lavoro, con conseguenti ricadute psicofisiche come stress ed ansia che spesso non vengono rilevati finché non diventano quasi ingestibili.

Sviluppo
Valle Benedetta LI, con una classe di scuola primaria

Dalla ricerca in laboratorio a quella sul campo, è stato rilevato che sempre più insegnanti della scuola primaria notano nei bambini una progressiva perdita di attenzione durante la frequenza delle lezioni in classe. Secondo i ricercatori, questa perdita di attenzione è causata dalla perdita di contatto con l’ambiente naturale, in particolare con il potere riparatore della Natura; questo fenomeno è scientificamente noto come «deficit della natura» Berto et.al., 2015

Tendenze per il futuro

Gli studi già esistenti ci confermano gli effetti positivi dell’immersione in ambiente naturale forestale, specialmente se caratterizzato da coerenza ambientale, su dimensioni psicologiche e fattori fisiologici, che possono a ragione situare la Terapia Forestale nelle pratiche salutari di medicina preventiva. Questo, unito al crescente interesse soprattutto da parte delle nuove generazioni verso gli ambienti naturali e la loro conservazione, potrà permettere di ampliare le applicazioni e di conseguenza gli studi clinici appropriati che possano monitorare e spiegare i cambiamenti, e che speriamo porteranno sempre più persone a giovarsi degli ambienti forestali con naturalezza e frequenza sempre maggiore.

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Una sessione di Terapia Forestale secondo il protocollo CAI/CNR

In faggeta, dintorni del rifugio G.Santi La Vetricia, sessione sperimentale

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