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Apuane

Abetina a Passo Lucese

A passi lenti nel bosco profumato di Douglasia

Escursione a passi lenti- 2 luglio 2022 dalle 9.30 alle 13.30/18.30

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PANORAMICA DELLA GIORNATA
Un facile percorso ricco di storia e per lo più ombreggiato, ci porterà in un’abetaia dove la nostra immersione forestale nel silenzio sarà profumata di resina e dove potremo accomodarci su un tappeto di aghi di abete…Saranno esercizi di ascolto e di apertura nell’ambiente che si concluderanno con una condivisione finale.

Passo Lucese è il valico più basso delle Alpi Apuane che collega la Garfagnana con la Versilia, ed è stato luogo di culto e di sepoltura dell’età del rame, testimoniato da ritrovamenti ancora in corso di studio.

Lì vedremo anche la Chiesina romanica di San Jacopo, costruita probabilmente intorno all’anno 1000 d.C. e ottimamente conservata, che sulla via di pellegrinaggio forniva assistenza e alloggio a viandanti e pellegrini di passaggio e dove prenderemo il primo contatto con l’ambiente.

Quindi ci incammineremo verso l’abetaia attraversando ombrose selve di castagno, mantenendo il silenzio e la concentrazione che permettono l’apertura e un’immersione ristoratrice nella natura.

Arriveremo verso le 11 alla nostra meta, giusto in tempo per esporci al massimo picco di essenze profumate e terpeni (molecole prodotte dagli alberi che aumentano le cellule delle difese immunitarie), la cui emissione è favorita dal calore del sole del mezzogiorno. #terapiaforestale

Per chi lo desidera, in alternativa al pranzo al sacco sarà possibile prenotare il pranzo nel piccolissimo e accogliente rifugio della Casa del Maestro, prenotando al 335 6446311

Se ci saranno persone interessate al momento della prenotazione, l’esperienza potrà proseguire anche nel pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30.

L’immersione forestale potrà continuare nel pomeriggio dopo la pausa pranzo con meditazioni e condivisioni in abetaia esplorando il tema della biofilia e cioè dell’amore per la vita, immersi nella natura lungo il percorso di ritorno, il rientro alle auto previsto per le 18.00 avverrà seguendo lo stesso percorso.
Nel complesso sarà un’esperienza speciale che non richiede una grande resistenza fisica, alterneremo passi lenti a pause meditative, condivisioni in gruppo ed esercizi immaginativi per favorire la connessione con la natura di cui siamo parte.

Un sentiero nell’abetaia

INFORMAZIONI TECNICHE
L’escursione di livello E secondo la classificazione CAI, non presenta particolari difficoltà tecniche per persone allenate a questo tipo di attività.
• Punto di ritrovo: Parcheggio nei pressi del ristorante Lucese la sosta non è a pagamento
• Punto mappa: https://goo.gl/maps/8accwBum1onPoSz8A
• Difficolta’: E (Escursionistico) – Itinerario su sentieri ben tracciati, mulattiera, sterrata e brevi tratti di asfalto, adatto a persone mediamente allenate in buona forma fisica.
• Dislivello complessivo in salita: circa 330 m
• Totale percorrenza: km.6
• Tempi totali di percorrenza: ore 3 circa di cammino oltre le soste
• Orario di ritrovo: ore 9:30
• Termine attività ore 14.30
• Prenotazione obbligatoria entro giovedì 2 giugno 2022
L’escursione si svolgerà con un minimo di 5 partecipanti e un massimo di 15

Quota di partecipazione: 20€ da pagare in anticipo compilando la scheda di adesione. (30€ per la giornata intera)
La quota comprende: organizzazione e coordinamento, tutte le conduzioni e la Terapia Forestale, servizio Guida ambientale escursionistica ed assicurazione RCT (non comprende l’assicurazione infortuni per gli accompagnati)
Trattandosi di un intervento per il benessere psicologico in ambiente naturale, il costo potrà essere detratto come spesa sanitaria.
Ho previsto inoltre riduzioni per coppie o situazioni di comprovato bisogno.
In caso di disdetta entro il 30 giugno la cifra versata verrà interamente restituita, diversamente verrà offerto un buono per un’altra escursione con validità un anno.

ABBIGLIAMENTO e ATTREZZATURA:
Sono obbligatori gli scarponcini da trekking (meglio se alti alla caviglia), un capo anti vento e anti pioggia, abbigliamento comodo e a strati, cappello, snack/frutta, pranzo al sacco per chi non vuole mangiare al rifugio, riserva d’acqua di almeno 1 litro. Al rifugio troveremo bevande calde e fresche, i bagni e acqua per le borracce.
Un cuscinetto o seggiolino pieghevole per sedersi durante le pause meditative e che possa essere trasportato insieme al resto in uno zainetto da giornata (20/30 lt)
Bastoncini da trekking facoltativi.
La guida si riserva di cancellare o variare il programma della giornata a seconda delle condizioni meteo o per garantire il benessere di tutti i partecipanti a suo insindacabile giudizio. In caso di annullamento le cifre versate per l’iscrizione verranno interamente restituite.

CONDUZIONE DELLA GIORNATA
Patrizia Garberi PhD, è Psicologa Psicoterapeuta, OPT 7693 insegnante di meditazione e istruttrice senior di protocolli basati sulla Mindfulness, artista arteterapeuta, esperta di Terapia Forestale e Guida Ambientale Escursionistica, AIGAE TO1137 professione svolta ai sensi della legge 4/2013
https://www.artimagery.it/contatti/#.YkW2ledBw2w

PRENOTAZIONE https://forms.gle/k6HQkAPWKU6pyt8r9

Appuntamento ore 9.30 a Passo Lucese (LU)

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    L’autunno muore nell’inverno, l’inverno muore nella primavera

    Formazione nella grotta del Corchia
    Una formazione nella Grotta del Corchia a Levigliani (LU)

    Mai come nel momento dell’equinozio d’autunno, quando notiamo il rapido accorciarsi delle giornate, possiamo percepire il veloce cambiamento dei fenomeni naturali, la transitorietà delle esperienze che viene spiegata proprio dalla parola stessa equinozio, l’equilibrio perfetto si, ma di una notte soltanto. Così come al solstizio il sole sembra arrestarsi in cielo per qualche giorno, nell’equinozio invece cambia rapidamente di declinazione e nel caso dell’autunno, questa esperienza ci invita a lasciare andare velocemente le ore di luce e il calore vitale dell’estate con la stessa rapidità con cui Ade porta via l’amata Persefone, o Kore, a Demetra.

    Allo stesso modo a volte la vita ci sorprende, con bruschi cambiamenti inaspettati che siamo costretti ad accogliere ed accettare nonostante non avessimo davvero previsto quella svolta, quel cambiamento, quella diagnosi, quella perdita…

    Quando sperimentiamo qualcosa che ci fa provare shock e tristezza, potremmo sentire l’impulso di ritirarci dalla vita e di restare da soli a leccarci le ferite. Diventiamo consapevoli della nostra vulnerabilità e può sembrare che essere ritirati ci protegga dal mondo, mentre in questi periodi sarebbe importante farsi raggiungere dalle persone fidate e preziose che si interessano di più a noi. Anche con i nostri migliori pensieri e ragionamenti, non possiamo certo sapere se l’esperienza o la prospettiva di qualcun altro può darci quello sguardo diverso che ci occorre in questo momento. L’universo ci parla attraverso molti canali e quando ci apriamo per ricevere i suoi messaggi, potremmo ricevere anche le cure nutrienti di un partner amorevole nel corso della nostra vita.

    Il dolore fa parte dell’esperienza umana e condividere la nostra vulnerabilità è ciò che crea legami veramente stretti nelle nostre relazioni. Aprirci in questo modo arriva al nocciolo del nostro essere, oltre tutte le nostre difese e pregiudizi che ne costituiscono la scorza. Quando la vita sembra spezzare il guscio esterno del nostro mondo, siamo allo stesso tempo vulnerabili e più veri, autentici. È allora che scopriamo chi è veramente disposto a camminare con noi attraverso la vita, e potrebbero anche non essere coloro che ci aspettavamo di vedere. Il periodo del lutto e della perdita ci offre l’opportunità di sentirci parte di una realtà interdipendente di cui siamo una piccola particella, collocando nella giusta prospettiva il nostro sentire. E di poter quindi confidare nell’universo, negli altri, oltre che nella nostra forza e resistenza, e nella saggezza della vita stessa al di là dell’orgoglio che ci impedisce di mostrarci, prima di tutto a noi stessi, nella nostra debolezza che pure è un aspetto importante di noi.

    Potremmo anche tentare di motivare il nostro desiderio di cavarcela da soli per non sentirci in colpa o egoisti, come se stessimo pesando su qualcuno che ha già i propri fardelli da portare. Anche se, a pensarci bene, siamo certi che faremmo lo stesso per loro e che le loro proteste ci sembrerebbero inutili…

    La condivisione del dolore ci consente di alleggerire il nostro carico, lasciando che qualcun altro ci aiuti a portarlo. Questo ci aiuta a elaborare i nostri pensieri e sentimenti interiori attraverso il filtro di una persona fidata e amata, elaborazione che ci permetterà di estrarre un tesoro di saggezza dal nostro trauma e di trovare insospettabili vie d’uscita proprio per mezzo della nostra debole natura, dove la crepa diventa una porta aperta sul nuovo. Anche in questo caso il mito ci aiuta, ricordandoci che la violenza del rapimento da parte di Ade della giovane Kore riluttante, è il preludio alla celebrazione delle nozze sacre, in cui i due sposi condivideranno il dominio degli inferi, che possiamo leggere come il superamento della sofferenza e del male…il potente Ade infatti conosce bene la sofferenza e anche la morte, è sopravvissuto al padre Crono che lo ha dapprima ingoiato e poi rigurgitato, e nel corso di questa esperienza probabilmente molto traumatica, il mito suggerisce che Ade ha maturato saggezza e serietà, oltre che l’Elmo dell’invisibilità, ma non durezza o crudeltà. Egli era infatti signore della morte, del sonno e dei sogni, saggio consigliere degli dei, giudice silenzioso che pur restando nell’ombra era giusto ed equo. Ha trasferito le persone da una vita all’altra, rimuovendo la distrazione del mondo esterno per godere della felicità interna della loro nuova esistenza…E del resto è proprio uscendo da questa permanenza annuale negli inferi che Kore, allontanandosi dallo sposo fecondata, sarà in grado di testimoniare con la sua gioia i doni che la madre terra Demetra offre agli umani.

    Accettando quindi di condividere con umiltà e semplicità speranze e paure, incertezza e instabilità, gioie e dolori di questa fase delicata con un’altra persona, accettiamo il dono di saggezza e cura amorevole che la natura ci offre e diamo a coloro che ci amano l’opportunità di esserne un mezzo.


    Pinax con Persefone e Ade su trono, V secolo a.C., da Locri Epizefiri, Italia (Reggio Calabria, Museo nazionale della Magna Grecia).
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