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Scorrere nel nuovo tempo

Scorrere nel nuovo tempo

Quando un nuovo anno si srotola davanti a noi, ancora fresco ed inviolato nella nostra mente, ci pare che si possa finalmente dare una svolta alla nostra vita, dare inizio a nuove cose e nuove risposte alle nostre speranze.

In realtà nulla distingue questo giorno dall’ultimo dell’anno vecchio, a parte una data e un numero, a cui può legarsi la nostra intenzione ed il suo riconoscimento nei nostri cuori. In questo la natura ci è d’aiuto, riaprendo in questo periodo le porte di nuovi inizi e di nuove possibilità nel presagio della nuova luce, pur nel momento del massimo freddo e assenza di luce, nella rigidità e letargia dell’assenza di vita, o che così sembra.

Spesso però i sensi di colpa e la vergogna ci impediscono di fare passi in direzioni nuove, pur avendo riconosciuto i nostri errori passati la nostra identità resta però come incagliata e congelata nelle nostre scelte passate, ormai diventate obsolete e fallaci…così ci adattiamo a vivere una insopportabile diversità tra ciò che pensiamo/sentiamo di essere stati e ciò che vorremmo/potremmo essere… dissonanza da cui emergono perciò sensi di colpa e vergogna.

L’origine di questo soffrire è fin troppo semplice, e sta tutto nella nostra identificazione con un sé (o un io) stabile e incrollabile, con una sua identità permanente e pietrificata a cui vorremmo essere coerentemente fedeli, e che benché fittizia e ormai almeno parzialmente inutile, ci impedisce di cambiare, anzi addirittura di potere immaginare il cambiamento e la nostra stessa trasformazione (e qui sta la vera difficoltà…).

Se lasciamo che la nostra congelata rappresentazione interna si sciolga, possiamo permetterci di assomigliare invece ad una cascata, la nostra mente / corpo come un flusso che incessantemente scorre, cambiando a seconda della pioggia e del calore, dei sassi che incontra e delle balze da cui si slancia o si lascia cadere, un flusso sempre diverso pur mantenendo provvisoriamente nome e funzione. Se ce lo permettiamo quindi, possiamo cambiare e trasformarci senza vergogna a causa di quello che ci ha portato fino a questo nuovo anno, ma anzi facendone tesoro per arricchire la nostra memoria mentre lasciamo il passato nel passato…e ci tuffiamo con entusiasmo e gioia verso le nuove direzioni che portiamo nel cuore.

E così, come la cascata, poter approfittare della ricchezza d’acqua per infrangerci a terra tra luminose goccioline, formando incessanti arcobaleni, ma anche della scarsità di pioggia per dissetare piante e animali che incontriamo nel nostro raro e stentato scorrere…scorrere gioiosamente nel tempo.

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    Patrizia Garberi

    Confesso che il viola è uno dei miei colori preferiti, insieme al turchese phtalo naturalmente e al color melone maturo, e che da sempre amo giocare ed esprimermi con colori e materiali, che spesso raccolgo e porto a casa da qualche giretto in Natura, in cui da sempre mi immergo per ristorarmi. Il mio personaggio preferito a cui segretamente mi ispiravo da piccola era Pippi Calzelunghe, una bambina né vulnerabile né arrabbiata ma dotata di parecchia metacognizione... Così, mentre arte e più tardi meditazione mi nutrivano e mi davano sicurezza, ho potuto lasciarmi guidare da curiosità e fascino per la mente umana esplorandola in modi diversi, attitudini che ho avuto modo di perfezionare attraversando serenamente alcuni incontri difficili e anche quelle che Irvin Yalom definirebbe elegantemente esperienze di risveglio, e si potrebbero anche definire bruschi cambi di vita non voluti, anche se naturalmente qualche cosa l’ho voluta, e qualche scelta l’ho fatta…Quindi è arrivata la Psicologia, per darmi cornici di significato e comprensione che possano essere trasmesse.

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