Uno strumento per immergersi nel profondo

Loto sbocciato pastelli su carta

cos'è l' Imagery


Imagery, o Visualizzazione, è il processo di pensiero che richiama ed utilizza i sensi: visione, udito, odori e sapori, il senso del movimento, la posizione ed il tatto.

E' il meccanismo di comunicazione tra percezione, emozione e cambiamento corporeo.
Come causa principale sia di salute che di malattia, l'immagine e l'immaginario sono la più grande ed antica risorsa di guarigione nel mondo.

Jeanne Achtemberg, Imagery in Healing 1985

La ricerca scientifica

Tavola apparecchiata, tovagliolo al collo, forchetta e coltello in pugno. Non importa se il piatto è vuoto: per riempire lo stomaco basta la fantasia. La "dieta immaginaria" ideata dai ricercatori della Carnegie Mellon University aiuta a mangiare di meno. Ma non è affatto facile come sognare a occhi aperti. Bisogna impegnarsi e pensare intensamente al proprio cibo preferito. Osservarlo, sentirne il profumo dentro di sé, ripercorrere il gesto della mano verso la bocca e poi assaporarne il gusto per diversi secondi.

Il frutto di queste operazioni all'interno del nostro cervello è una sovrapposizione fra immaginazione e realtà. Il gusto ricreato astrattamente produce un'assuefazione che è del tutto concreta. E quando i volontari arruolati dalla Carnegie Mellon di Pittsburgh si sono trovati veramente di fronte al loro cibo preferito (noccioline ricoperte di cioccolato o cubetti di formaggio) lo hanno solo sbocconcellato anziché tuffarcisi sopra.
(la Repubblica.it, 15 dicembre 2010)

articolo originale su Science, dic. 2010

Science. 2010 Dec 10;330(6010):1530-3.
Thought for food: imagined consumption reduces actual consumption.

Morewedge CK, Huh YE, Vosgerau J.

Abstract
The consumption of a food typically leads to a decrease in its subsequent intake through habituation--a decrease in one's responsiveness to the food and motivation to obtain it. We demonstrated that habituation to a food item can occur even when its consumption is merely imagined. Five experiments showed that people who repeatedly imagined eating a food (such as cheese) many times subsequently consumed less of the imagined food than did people who repeatedly imagined eating that food fewer times, imagined eating a different food (such as candy), or did not imagine eating a food. They did so because they desired to eat it less, not because they considered it less palatable. These results suggest that mental representation alone can engender habituation to a stimulus.
vedi

Trasformare i problemi...


A volte sembra che alcuni stati interiori della nostra mente non possano trovare parole per essere descritti.

Ma le immagini  offrono una via d'accesso delicata ed il modo di far apparire quello che di solito sfugge, in modo semplice e diretto, come in un sogno consapevole, con un sottofondo di musica e con il supporto di una persona competente...

...e trovare soluzioni


Con l'aiuto di tecniche di meditazione e respirazione molto semplici e con l'esercizio, si può accedere nel profondo della mente, dove appaiono soluzioni e vie d'uscita, dove gli aspetti di creatività e di gioia innata della mente ci aiutano a trovare risposte...

Immagini che si possono anche condividere, prima di tutto con noi stessi ed eventualmente con il gruppo, esplorando l'immaginazione attraverso segni espressivi che lasciano impronte leggere e colorate, ma ricche di significato personale...

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  le parole dei guaritori

"Non so che cosa tu abbia imparato dai libri, ma la cosa più importante che ho imparato da mio nonno è stata che c'è una parte della mente di cui non conosciamo davvero molto, ed è quella parte che è la più importante responsabile se ci ammaliamo o se restiamo in salute."

  Tomas Largewhiskers
un centenario uomo medicina Navaho
   
 

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