Ospedale Buzzi di Milano

Ambientazione, progettazione d'insieme, realizzazione e messa in opera di cinque opere pittoriche presso il reparto di Patologia Neonatale Ospedale Buzzi di Milano- Primario dott. Compagnoni.

La prima richiesta è arrivata dall'allora primario e vice del reparto, dott. Compagnoni e dott.Lista.

L'esigenza, manifestata soprattutto dal personale, era quella di creare nella sala filtro un ambiente ordinato ed accogliente, dove potessero trovare posto un armadio guardaroba e qualche divano, destinato ai genitori che quotidianamente frequentano il reparto. Allo stesso tempo, essendo la sala filtro di passaggio, gli arredi non avrebbero dovuto impedire il passaggio di un'incubatrice con respiratore, piuttosto ingombrante .

L'aspetto principale che ho cercato di soddisfare,in seguito a molti colloqui col personale, è stata l'esigenza di creare un luogo di sosta e al tempo stesso di passaggio, soprattutto in termini mentali, essendo una sala dove i genitori , arrivando dall'esterno, magari dal lavoro, riversano aspettative e preoccupazioni nel luogo dove dovrebbero invece cercare di sostare e prendere fiato per affrontare una situazione, all'interno del reparto, sicuramente difficile vista l'età dei piccoli degenti, spesso con un decorso imprevedibile.
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Questo per lo più avviene a spese del personale, che magari è già carico della tensione di un reparto "difficile" e di molte ore di lavoro, e che deve allo stesso tempo farsi carico di spiegare ai familiari le varie fasi con cui si devono avvicinare ai propri piccoli, rassicurare i neogenitori e continuare a mantenere le proprie mansioni.

Da qui la scelta di dare preponderanza all'elemento acqua, come elemento che sa accogliere ed accettare qualsiasi esperienza nella sua profondità, al tempo stesso estremamente flessibile nella sua forma mantenendo la propria natura, e che evidenzia col suo continuo movimento il fluire della realtà che è in continua impercettibile trasformazione, benchè vengano individuati  e definiti dei momenti di passaggio che scandiscono la vita e l'esperienza.

Così avviene il passaggio dalla prima tela, in cui l'acqua è statica, quasi lacustre, nel luogo dove deve essere sistemato un divanetto, via via con l'aggiunta di elementi in movimento che passano sulle pareti da una tela all'altra, fiori fluttuanti nell'aria, gabbiani e passeggeri  elfici dei gabbiani. Il lago si apre verso il mare, lungo il percorso che i visitatori compiono entrando nel reparto, fino a presentare un punto d'arrivo, l'isola, e le gigantesche mani umane, entrambi simboli di protezione di quel protagonista, il bambino bisognoso di cure, di mille pensieri e preoccupazioni e che finalmente fa la sua comparsa nell'ultima tela.
Quindi il paziente,il neonato, che vista l'età sempre inferiore ai tre mesi non può distinguere immagini così lontane non è il destinatario delle tele, ma lo diventa piuttosto nelle emozioni, evocate negli adulti che si prendono cura di lui.

Così la presenza dell'arcobaleno, sempre presente in tutto il percorso col suo significato di ottimismo implicito nella scomposizione della luce nei suoi colori puri e limpidi, a rappresentare di una natura essenziale e luminosa che permea ogni aspetto della realtà ordinaria e che può essere ritrovata anche nelle esperienze più difficili e buie.

Anche nei colori delle pareti ho ricercato due colori energetici, cioè il turchese, un colore caldo nonostante si possa far rientrare fra i blu, colori  "freddi" attivatori del parasimpatico e calmanti, da sempre considerato simbolo di protezione; e il rosa, un blando attivatore del sistema simpatico, con un significato di cura di sè e intimità. Due colori che riprendono i toni presenti in tutte le tele, ma leggermente schiariti per non appesantire l'ambiente, che pure necessita di essere ravvivato, potendo contare soltanto su di una esposizione a nord-est.

Le tele a loro volta sono state appese abbassando leggermente l'orizzonte rispetto a quello che si crea nel passaggio tra i due colori sulle pareti, per coinvolgere maggiormente lo spettatore.

La scelta delle grandi tele, dipinte in studio e poi montate e incorniciate sul posto col minimo disturbo possibile per il reparto, è motivata dalla possibilità di potere essere staccate per permettere una completa pulizia delle pareti, che sono state dipinte con i consueti colori lavabili comunemente adottati dall'ospedale.

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